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Joia Vip, vola pensiero e altre notizie

Joia Vip, vola pensiero e altre notizie

Milano, 14 settembre 2018

Cara amica, caro amico,
Ieri, come ogni giorno, sono partito in bicicletta da casa, sulla Martesana, uno dei corsi d’acqua che attraversano Milano e sono andato al Joia. Piovigginava, il profumo nell’aria anticipava l’autunno, l’aria era un po’ spessa e la luce, filtrata da molte nuvole, tenue.
Subito mi è sembrata una di quelle giornate dove le cose s’incastrano nel modo giusto.
Con quella bella sensazione mi sono posto come le cose, comunque siano, si svolgono e basta, ciò che cambia è con quale predisposizione sono vissute.
Così, un po’ camminando per godermi il momento, un po’ pedalando, ho osservato il paesaggio fuori e mi sono soffermato a osservare quello dentro.
Il fuori era colorito, appena uscito dalla porta ho incontrato un caro vicino; mi ha avvolto con il racconto delle sue vacanze. Programmate con immersioni e passeggiate sulla spiaggia, sono andate a rotoli a causa della quattordicesima badante, fatta scappare anche lei dalla sospettosa e molto raramente contenta anziana mamma. Faceva di tutto per mostrarsi risentito, con poco successo; dal suo sorriso mascherato ho capito come gli sia piaciuto stare un mese con lei.
Lungo il canale tre signori cinesi, con la scusa di pescare confabulavano, come spesso fanno, in modo concitato, parlando veloci e gesticolando. Un ragazzo, un po’ sovrappeso, arrancava correndo come cercando di recuperare la forma perduta, un altro, con il cellulare legato al braccio, quelli che misurano ogni cosa, sfrecciava nel senso opposto, a raggiungere qualche suo distante orizzonte.
Una bella ragazza portava a spasso il cane, sembrava avesse dormito poco quella notte, oppure si atteggiava da “femme fatale”, quelle che con lo sguardo vorrebbero ammagliare il mondo.
Una coppia di ragazzini guardandosi negli occhi, con il viso arrossato, parlavano fitto, mi sono sembrati innamorati di fresco, che carini! Poi una coppia con il carrozzino e il bambino nato da poco, un signore, dall’altra parte del canale, innaffiava il suo rigoglioso orto.
Su una panchina, beatamente sdraiato stava un uomo di colore, ben vestito, con lo sguardo rivolto verso l’alto a guardare il cielo. Belli tutti, uno dopo l’altro li ho abbracciati con un sorriso dentro e con lo sguardo.
E’ strano, su quel tragitto non incontro mai le stesse persone, sempre però l’esperienza antropologica è interessante. L’umanità è fatta di molteplici varietà d’individui, difficilmente etichettabili in ceti di appartenenza o razze. In oriente si considera che ce ne vorrebbero 400.000, quello che però accomuna tutti è la ricerca della Felicità, anche questa dagli infiniti gusti.
Mi sono fermato al bar che preferisco, l’oste amico e la sfoglia di mele calda erano lì ad aspettarmi, quale bel modo di iniziare la giornata.
Come in questo momento in cui le sto scrivendo, è sabato e guardo le nuvole che scorrono davanti alla finestra, mi sentivo bene, quella sensazione di un piacevole allineamento tra il mondo dentro e quello fuori. Su quell’onda stimolante ho lasciato volare il pensiero.
A martedì quando, dopo qualche giorno di relax, sono tornato al ristorante. Ho trovato la brigata di cucina e di sala ad accogliermi con il sorriso, pronta a vivere le nuove sfide che ci aspettano. Mi sono sentito fortunato.
Il pensiero è andato poi sulle belle persone che molto spesso incontro, quale vita stimolante; alle passeggiate sulle mie montagne, in particolar modo a quel piccolo lago davanti al quale mi sono soffermato a lungo.
Alla mia cara figlia, donna positiva e solare che ha appena finito il liceo ed è pronta a decollare per la vita. A una cara amica clown, entusiasta di ogni relazione, il suo lavoro è andare negli ospedali a far sorridere i bambini, agli straordinari piatti (così a me sembrano) che stanno nascendo, al nuovo libro in cantiere coronamento di molti studi e esperienze.
I Veda spiegano come il suono sia veloce, la luce ancor di più, nulla rispetto al pensiero.
Mi vengono in mente i sogni nei quali possono succedere delle avventure straordinarie, ricche di particolari e di emozioni, che sembrano lunghissime ma che durano pochi istanti.
Spiegano anche come questo, veloce o lento che sia, cambia in qualità a seconda del nutrimento che riceve. Il segreto sta nel sapere come alimentarlo, se con attenzione poi si sta bene. Mangiare, ascoltare, guardare, vivere per inerzia allontana dalla beatitudine che è dappertutto, attorno e dentro di noi.
Walt Withman recita questa bellissima poesia “Goditi la giornata, non lasciarla finire senza crescere un po’”.
Rende bene l’idea di come ogni attimo sia prezioso, come ogni incontro abbia un senso preciso e come vada colto come arricchimento del proprio personale viaggio.
Poi sono schizzato sulle pendici del massiccio del Monte Bianco, a Emosson dove le orme dei dinosari, ben stampate nella roccia a 2400 metri di altezza, testimoniano come l’attimo, che durava allora centinaia di migliaia di anni, sia prezioso. Poi ancora al cinema africano che per intensità si mangia in un sol boccone quello hollywoodiano, poi alle rose che ho colto e a quelle che no. E ancoro volo.
Cordiali saluti e buon inizio della nuova stagione

Pietro Leemann

 

NOTIZIE IN BREVE

Con Sauro, Raffaele e Nabil stiamo progettando il menu dell’autunno che inizierà la prima settimana di ottobre. Per intanto abbiamo creato un nuovo antipasto, ispirato all’estetica di Escher, si chiamerà Il volto, abbiamo realizzato un cous cous senza glutine straordinario, degli gnocchi-pizzocheri interessantissimi.

Avaaz ha vinto la sua battaglia contro Monsanto che voleva estorcergli i nominativi dei suoi sostenitori, compreso il mio!

Al bistrot inizierà la nuova quindicina con il nome evocativo, “Quindicina della cucina italiana” nella quale esploreremo le varie regioni d’Italia, la brigata di cucina del Joia è in quel senso cosmopolita.

Sempre Monsanto ha perso una battaglia legale contro un giardiniere che ha saputo dimostrare come il Roundup sia dannoso alla salute, dovrà scucire qualche cosa come 180 milioni di dollari e come conseguenza il titolo della Bayer sta soffrendo.

Giovedì 13 settembre al Joia c’è stata una cena a 4 mani con l’amico Fulvio Pierangelini, precursore di una cucina amica degli ingredienti locali. Un vero Maestro della cucina italiana, è stato bellissimo.

E’ pronto il programma della scuola, la Joia Academy, che si è evoluta fino a proporre un master. Da percorsi e lezioni singole interessantissime ad approfondimenti a 360 gradi. Consultate il programma completo.


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