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Joia Vip, Sono molte le civette

Joia Vip, Sono molte le civette

Joia, Santo Natale 2018

Cara amica, caro amico,
Ci sono sentimenti non facili da tradurre.
Quando penso all’amore per le mie figlie, allo sfondo blu del cielo sulle montagne innevate, a quel lago con le anatre in volo, partite per il loro lungo viaggio prima dell’inverno, al fuoco sacro acceso la mattina, molto prima dell’alba, al tempio di Haridwar, al saggio assorto nell’immagine dei suoi mondi che emanava quella luce, che così raramente ho visto, alla Santa Messa di Natale alla Madonna del Sasso, ai tanti cari amici che si impegnano con passione nel viaggio dell’esistenza, a quel grande cervo che, sbuffando e con un suono sordo, grattava la neve per cercare il poco cibo rimasto, prima del grande freddo, a quel lupo lassù, fugacemente intravisto quel giorno, alle risate spensierate dopo quel ruzzolone, come mi sono sentito piccolo, al Pino Cembro in fondo al grande prato che quest’anno è stato colpito dal fulmine, ai pizzocheri della zia Piera, che è partita per un’altra dimensione, alla musica dei Dire Straits, Sultan of Swing la ascoltavo, rompendo quel silenzio troppo pesante, prima di entrare al lavoro in quello che era considerato il migliore dei ristoranti, a quella lettera scritta e mai consegnata, rimasta cucita nel mio cuore, alle tante rose che non ho colto ma delle quali ho assaporato il profumo, dentro di me un fiume di esperienze scorre e mi scuote.
Le parole e i gesti, quando cerco di esprimere e trasmettere ciò che è intimamente dentro di me, non bastano. In quei momenti cucino, si sa, il cibo è uno strumento straordinario per comunicare sentimenti, alcuni dei miei migliori piatti sono nati in quel modo. Se sono nella natura cammino nel silenzio, meglio se quello della sera. Se davanti al camino acceso, sorseggiando una tazza di te verde, per me nettare tra le bevande, mi perdo in un buon libro e nei pensieri che volano lontano.
Quale affascinante avventura la vita!
Buone Feste e cari saluti.
Pietro Leemann

Per lei ho scelto due poesie di Khalil Gibran che leggo e rileggo volentieri. Nella mia interpretazione la prima è sul coraggio di amare, la seconda sprona a difendere i valori e i diritti inalienabili e senza tempo.

Quando l’amore ti chiama seguilo

Quando l’amore vi chiama,
seguitelo, anche se le sue vie
sono dure e scoscese.
E quando le sue ali vi abbracciano,
arrendetevi a lui.
Quando vi parla, credete in lui,
anche se la sua voce
puo’ cancellare i vostri sogni,
come il vento scompiglia il giardino.
Come covoni di grano, vi raccoglie in se’.
Vi batte fino a farvi spogli.
Vi setaccia per liberarvi dalla pula.
Vi macina per farvi farina bianca.
Vi impasta finche’ non siete docili alle mani;
e vi consegna al fuoco sacro,
perche’ siete pane consacrato
alla mensa del Signore.
L’amore non da’ altro che se stesso e
non prende niente se non da se’.
L’amore non possiede
ne’ vuol essere posseduto,
perche’ l’amore basta all’amore

Khalil Gibran

Sono molte le civette

Sono molte le civette
che non sanno altri canti
oltre le proprie strida.
Li conosciamo, tu ed io,
gli impostori che rendono onore
solo a un più grande impostore,
e portano al mercato
la propria testa in un cesto
per venderla al primo che passa.
Conosciamo il pigmeo
che insulta l’Uomo del cielo.
E sappiamo
cosa dice la mala erba
della quercia e del cedro.
So dello spaventapasseri:
le sue sporche e lacere vesti
si agitano sul grano
e al vento sonoro.
So del ragno senz’ali:
è per gli esseri alati
che intreccia la rete.
Conosco gli abili suonatori
di corno e di tamburo,
che nel loro frastuono
non sentono l’allodola
né il vento di Levante nella foresta.
Conosco quelli che remano
contro ogni corrente
senza trovare mai la sorgente,
e percorrono tutti i fiumi
senza osare mai avventurarsi nel mare.

Khalil Gibran


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