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Joia Vip, L’insostenibile leggerezza dell’essere

Joia Vip, L’insostenibile leggerezza dell’essere

Cara amica, caro amico,
Ho dedicato le festività di Dicembre a incontrare amici che non vedevo da molto tempo. Ho volato con loro nei ricordi e rinnovato il desiderio di arricchirci con nuove esperienze assieme.
Ho salutato due cari amici che hanno lasciato questa dimensione, importanti mentori e compagni di viaggio che sono stati determinanti per la mia vita.
Don Piero Udini era eremita al Vercio. Persona retta, determinata e profonda, ha portato avanti, senza vacillare e per più di settant’anni il suo ministero. Con lui ho passato delle giornate intense, di quelle che segnano l’esistenza per sempre. Abbiamo meditato assieme, passeggiato in quei luoghi straordinari parlando del senso delle cose e dell’esistenza, pregato con sincerità.
A celebrarlo nella piccola chiesa di Ciampino c’erano 12 sacerdoti, dal vescovo di Novara, ai suoi compagni di seminario, ai suoi fedeli e discepoli che l’hanno seguito in questi anni. C’era naturalmente anche Teresa, la persona a lui più vicina e che ha avuto la fortuna di essergli accanto, di sostenerlo e di accudirlo per tanto tempo. Un ambiente raccolto, l’aria era resa densa dal profumo dell’incenso, dalle emozioni spirituali dei partecipanti e dalle dense preghiere recitate dagli ispirati partecipanti.
Gualtiero Marchesi, maestro di cucina. Colui che più di ogni altro ha cambiato la cucina italiana del secolo trascorso portando cultura e aiutando uno stuolo di cuochi a emanciparsi dalla dimensione del fare, pur importante quando con qualità, per entrare in quella del pensare, indispensabile per capire il presente e per tracciare il futuro. Durante l’omelia ho letto un omaggio.
A celebrare l’inizio del suo nuovo viaggio, una grande folla si è raccolta attorno alla sua famiglia che l’ha ricordato e celebrato con profondità e affetto. Persone speciali e amiche da molti anni, è stato importante essere con loro. Nonostante il momento drammatico si respirava un clima sereno, tutti erano riconoscenti da quanto hanno ricevuto dal loro fiero e affettuoso papà e nonno.
La messa a lui dedicata è stata molto diversa rispetto a quella di Don Piero. Don Rigoldi ha messo l’accento su contenuti più terreni che ben si confacevano al percorso del grande Gualtiero, legati al piacere della tavola e alla sua opera riconosciuta dai più. Un clima più mondano, con persone dal mondo politico, accademico e naturalmente della ristorazione, accorsi da ogni dove, una vera festa in suo onore.
Grazie cari Piero e Gualtiero di tanti momenti che mi hanno aiutato a formarmi e a capire, qualche cosa di più.

L’insostenibile leggerezza dell’essere

Nei giorni seguenti ho avuto modo di raccogliermi e riflettere sul tempo che verrà, soprattutto su come mi piacerebbe divenisse. Mi è capitato tra le mani l’Internazionale e ho letto gli auguri di Buon Anno di Di Mauro e della sua redazione.
Ho trovato interessante il loro modo di porsi all’anno appena iniziato. I loro auspici sono per un benessere immediato, dal pranzo con gli amici nel nuovo soggiorno, a toccarsi la punta dei piedi con le mani, a legalizzare le droghe leggere e ad altro su questi toni.
Mi sono chiesto se le tante notizie che passano loro per le mani, immagino spesso drammatiche, facciano loro desiderare cose semplici, nelle quali rifugiarsi dalle incertezze.
Allargando però lo sguardo sul mondo dei politici, quelli che in qualche modo dovrebbero dare le indicazioni sull’agire e creare i presupposti per una vita confortevole, mi sembra che il meccanismo sia lo stesso. Le decisioni più indispensabile, legate ad esempio alla salute pubblica e all’ambiente, non sono secondo me abbastanza considerate e quasi per nulla attuate. Le campagne politiche dei principali partiti sono ancora basate sul PIL, sull’occupazione e sul non cambiamento degli status.

E’ pur vero che sono elementi importanti, forse, mi pongo, non fondamentali in questo presente che ha bisogno di risoluzioni radicali in alcuni ambiti. O meglio di un nuovo modo di pensare all’economia, alla politica e all’ambiente.
Da loro, dai media, dagli opinion leader, mi aspetterei qualche cosa di diverso, delle proposte di cambiamento effettivo e non la solita minestra. Progetti non solo per domani ma nella prospettiva di far star bene anche le generazioni dei nostri figli e nipoti. Questo è il loro ruolo.
La scienza, in ogni suo ambito rende attenti e da soluzioni, è indispensabile oggi darle ascolto e non chissà quando.

Osservare ciò che gli altri fanno è un esercizio facile, ho così portato la riflessione critica su di me. Mi sono chiesto, potrei fare altro oltre a toccarmi la punta dei piedi o a passeggiare con il mio cane, pur in paesaggi ameni e per me molto nutrienti?
Sicuramente la mia prospettiva e il mio benessere sono un punto di partenza importante, si reggono però su una vera sostanza, quella che al contempo fa star bene me e gli altri ?
Vivo una vita confortevole, faccio un lavoro che mi piace moltissimo e che mi arricchisce, ho delle brave figlie e degli amici fantastici, dei collaboratori che ogni volta che li incontro mi aprono il cuore.
Contribuisco però veramente a quella svolta che molti sogniamo, verso un mondo di pari opportunità, di confort per molti, di meno inquinamento, di nutrimento per ognuno, di rispetto per gli esseri tutti?
Probabilmente in parte, così come molti di noi s’impegnano a fare. Ho un ristorante vegetariano e mangio allo stesso modo, buona cosa sotto molti aspetti, scelgo da molti anni solo alimenti biologici, a casa riscaldo con pannelli solari e a legna, acquisto energia solo da fonti sostenibili.
Sotto altri aspetti mi sento meno a mio agio, la mia auto per i miei gusti consuma e inquina troppo, le lobby auto a petrolio mi stanno sempre più strette, inoltre la mia attività mi spinge a frequenti spostamenti. Su quel fronte posso fare meglio e lo farò.
Nei racconti epici dei Veda ce n’è uno che mi sta particolarmente a cuore. Il Re Rama deve salvare la sua amata consorte Sita dalle grinfie di un malefico e potente essere. Questi, con i suoi sgherri, risiede a Lanka (attuale Sri Lanka), un’isola a molti chilometri dalla costa. Tra i suoi alleati un esercito di possenti animali, orsi, elefanti, grandi scimmie, assieme a loro decide di costruire un ponte gigantesco, da passare con il suo esercito.
Con grande impegno tutti si mettono all’opera, gli animali, semidei con grandi poteri e grande forza, spostano massi giganteschi e i lavori procedono velocemente.
Un ragno operoso osserva la scena e decide di dare un colpo di mano, solleva un sasso della sua dimensione e faticosamente si accinge a trasportarlo. Un orso burbero lo apostrofa dicendogli, non abbiamo bisogno del tuo contributo, lascia fare a noi che siamo più forti e più efficaci! A sua difesa interviene il saggio Re che spiega all’orso di come non sia importante la dimensione del proprio contributo, quanto la propria intenzione nell’attuarlo.
Così il mio auspicio per quest’anno è di continuare a poter essere quel ragno, nella mia vita e contribuendo, nel mio molto piccolo, alla difesa dei valori che mi stanno a cuore.
Mille auguri per il vostro 2018.

Cordialmente
Pietro Leemann

 

NOTIZIE IN BREVE

L’anno al Joia è iniziato con i migliori auspici. Abbiamo riaperto con belle sensazioni, rispetto ai cari collaboratori e agli ospiti che ci frequentano, sempre più contenti di vivere le nostre proposte.

L’entrata e la sala dell’ingresso sta prendendo nuova forma, un restyling completo e di sostanza. E’ stata climatizzata, resa più silenziosa e abbellita. In realtà un work in progress perché molti particolari mancano ancora, già però si sente la differenza, sono molto contento del lavoro di Anna e Marcello, gli architetti che con tanta pazienza seguono i miei impulsi.

Al bistrot sta per iniziare la quindicina del carciofo, una verdura tra le mie preferite.

Con Sauro stiamo ultimando la programmazione della Joia Academy che potrete vedere sul sito a breve.

Altro lutto nel mondo della gastronomia, è morto Paul Bocuse, il più grande cuoco di cucina francese del secolo scorso. Ecco qui un mio contributo alla sua memoria.

Il 12 e 13 maggio si terrà per la quinta volta il Festival voluto da Me e da Gabriele Eschenazi The Vegetarian Chance. Un programma bellissimo e molte emozioni!


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