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Joia Vip, 30 anni di cucina golosamente vegetariana

Joia Vip, 30 anni di cucina golosamente vegetariana

25 gennaio 2019

Quest’anno è il trentesimo del Joia. Il 29 settembre del 1989, ero un baldo giovane di 29 anni proveniente da molte esperienze in giro per il mondo, veniva aperto da un gruppo di amici. Erano visionari e molto avanti con i tempi.
Sono stati anni intensi e coerenti, i primi 10 portati avanti con determinazione dalla preziosa Nicla Nardi e dal sottoscritto, i seguenti vissuti assieme ai molti e bravi collaboratori che si sono succeduti negli anni. Oggi sono sostenuto da una brigata più che mai eccezionale, diretta dai miei cari Sauro Ricci e Antonio di Mora, sostenuti da delfini del calibro di Raffaele Minghini, Daniele Miceli e Nabil Bakouss.

Nel nostro piccolo abbiamo contribuito a portare una maggiore consapevolezza alimentare nelle persone. In questi anni sono stato testimone di una grande evoluzione che secondo me ha portato un miglioramento nello stile di vita, abbiamo nutrito con qualità crescente decine di migliaia di ospiti.
Ho pubblicato dieci libri di cucina e di cultura, partecipato con passione a infiniti eventi, trasmissioni e conferenze. Faccio parte di diverse associazioni nel mio settore e in ambito scientifico.

Pur osservando in modo critico il mondo dell’alimentazione, ho sempre mantenuto un’attitudine costruttiva. Non opponendomi a modi di alimentarsi e di consumare che considero autodistruttivi, ma cercando di portare idee e proposte per la loro trasformazione. In primis cercando di dare l’esempio praticando uno stile di vita coerente, proponendo una cucina ecologica, divulgando le informazioni corrette suggerite da medici e scienziati in ambito ambientale ed etico.

C’è una differenza tra un ristorante e un altro, tra un modo di mangiare e di vivere e di un altro?
Sì, è data da quanto chi fa e trasforma conosce. Nutrire il sapere viene prima del fare, al contrario i nostri passi, pur faticosi, potrebbero essere inutili se non dannosi, per noi e per gli altri.
Anni di grande impegno che ho portato avanti con determinazione, disciplina e spirito di sacrificio. Avere un’ideale, rispettoso dell’ordine implicito e realizzarlo, ricompensa con molti premi. Per me sono stati la mia famiglia e le mie figlie, le persone eccezionali che ho avuto la fortuna d’incontrare, la mia vista che negli anni si è acuita, i molti sogni che si sono concretizzati e non da ultimo i molti clienti amici che mi hanno seguito e sostenuto.

Mi rendo conto di come molta ristorazione segua le mode più disparate che a volte, pur di stupire, si allontanano dal buonsenso. Dal movimento spagnolo, amico delle trasformazioni estreme, si è passati a quello nordico, composto da tanti licheni e fermentazioni spinte.
Bisogna essere attenti alla standardizzazione data dalle mode, ben lontana dalla qualità artigianale e ancor più dalla maestria in cucina , come descritta nei miei elogi a Angelo Conti Rossini e ad altre grandi personalità.
Non voglio con questo banalizzare, dietro a questi movimenti c’è stato molto altro, inoltre gli innovatori hanno bisogno di infrangere nuovi confini riuscendo in questo modo a rinnovare il presente.
Il primo scopo della cucina è nutrire, dell’alta ristorazione farlo meglio. Non limitandosi ad assemblare elementi preconfezionati ma trasformando la materia prima, di qualità irreprensibile, dall’inizio.

Al Joia sono stato fuori dalle mode, sono rimasto indipendente da sponsor fuorvianti. Ho portato avanti un modo di mangiare trasparente. La proposta è semplice, una cucina che fa bene, rispettando chi la mangia con ingredienti biologici da contadini vicini e abbinamenti attenti, rispettosa del pianeta che ci ospita e degli altri esseri che lo abitano. Dove ogni preparazione è fatta all’interno della cucina con ricette messe a punto, provando e riprovando, in questi 30 anni.

Mangiare da Joia è un viaggio. L’ospite è stimolato dall’esperienza gustativa, gli abbinamenti sono unici nello stile, stuzzicanti e attenti. II colore e la forma dei piatti sono studiati approfondendo le scuole di estetica e degli equilibri a occidente e a oriente.
Per me è importante anche la dimensione poetica, sottolineata dal nome dei piatti e quella evocativa, l’ospite mangiando vive un’esperienza purificante e stimolante.
Tutto questo è ben insegnato alla Joia Academy dove divulghiamo i segreti di quanto abbiamo sviluppato.

Per festeggiare i trent’anni, oltre agli eventi che succederanno e dei quali la terrò al corrente, racconterò queste qualità. Non occupandomi di quello che dal mio punto di vista potrebbe essere migliorato nell’orto dei miei vicini, bensì portando proposte concrete per un rinnovato stile alimentare e di vita. Soprattutto dialogando con voi, cari compagni di viaggio.

Cordiali saluti.
Pietro Leemann


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